La parola alla demografia

La parola alla demografia

Laboratorio del futuro

La parola alla demografia
Appuntamento online: 23 luglio, ore 17:30

al link: https://laboratoriodelfuturo.it/streaming

con Annalisa Busetta e Manuela Stranges
moderatori Lorenzo Bruni e Fabio Cavallucci

Dopo l’inevitabile sosta prodotta dalla pandemia, riprende il Laboratorio del futuro e, come ormai consolidato in tanti eventi durante il lockdown, si indirizza online. È infatti previsto per giovedì 23 luglio alle ore 17:30, in streaming sul sito (laboratoriodelfuturo.it), un incontro con Annalisa Busetta e Manuela Stranges, esperte demografe, che interloquiscono con Lorenzo Bruni e Fabio Cavallucci per affrontare il tema dell’utilità di una disciplina come la demografia oggi.

Il Laboratorio del futuro, che ha esordito un anno fa con una giornata di studi al Museo di Palazzo Abatellis di Palermo, conferma – con una nuova serie di incontri in streaming – di voler affrontare il tema scottante di come immaginare un futuro possibile. La società post-ideologica degli anni ’90 ha trovato liberatorio non essere più costretta a pensarlo nel modo in cui era concepito nel secolo passato. Ora, nel tempo globale del post-internet e della smaterializzazione finanziaria, è importante poter riprogettare su basi differenti dal secolo precedente e in senso collettivo. La domanda riguarda, dunque, i metodi, gli obiettivi e gli interlocutori da prendere in considerazione.

L’incontro in streaming dal titolo La parola alla demografia vede coinvolti esperti del settore per affrontare, come punto di partenza, tematiche specifiche. A tal riguardo Annalisa Busettaricorda l’importanza di analizzare la condizione demografica passata prima di affrontare l’analisi su possibili soluzioni future: “[…] Stiamo osservando negli ultimi anni gli effetti di un Paese intrappolato dalla sua demografia. L’allarmante denatalità è il prodotto di un circolo vizioso in cui gli effetti della bassissima fecondità (scesa nuovamente sotto 1,3 figli per donna) si sommano all’effetto strutturale della riduzione del numero di donne in età feconda (rispetto al 2008 le donne tra i 15 e i 49 anni sono diminuite di oltre un milione e sono mediamente meno giovani). La struttura per età della popolazione è anche uno dei motivi che ha reso il nostro Paese particolarmente fragile rispetto alla recente pandemia. A questo si aggiunge il continuo spopolamento delle aree interne e del Sud del Paese che ha portato a incidere profondamente sul territorio. Alla classica dicotomia tra un Nord-Centro in crescita demografica, ed un Mezzogiorno in declino, si sovrappone una frattura trasversale tra le diverse zone altimetriche. Dal censimento 2011 ad oggi la Montagna interna del Mezzogiorno ha perso il 3,6% della popolazione la montagna litoranea il -3.2% e la collina interna il -2.5%. Manuela Stranges mette in luce le conseguenze che la pandemia avrà sull’evoluzione demografica futura. “Si assisterà ad una riduzione della fecondità, dovuta da un lato al rinvio della matrimoni, dall’altro alla condizioni di incertezza e di precarietà economica che caratterizzano questa fase e che influiranno negativamente sulla decisione di fare figli.In realtà, tutti i progetti familiari e di vita dei giovani saranno profondamente toccati, a partire dalle scelte universitarie, per passare a quelle di mobilità, sino appunto alle decisioni su tempi e modi di formazione della famiglia.Tra le conseguenze della situazione attuale non possiamo dimenticare che tutto il peso della gestione delle attività scolastiche è gravato sulle famiglie, in particolare sulle madri. Dunque, bisogna lavorare per garantire la riapertura in sicurezza delle scuole affinché le donne non debbano trovarsi costrette a lasciare il lavoro per far fronte alle accresciute esigenze familiari.In un paese nel quale moltissime donne ogni anno lasciano il lavoro per via dell’oggettiva difficoltà di conciliare la vita professionale e familiare, le problematiche connesse alla pandemia rischiano di far peggiorare ulteriormente questa situazione, con ricadute negative sull’intera economia. Considerando le condizioni strutturali del mercato del lavoro italiano e la maggiore precarietà che caratterizza il lavoro in generale, e quello femminile in particolare, nel sud d’Italia, questa situazione rischia di acuire ulteriormente il divario esistente tra le aree del paese.” Ma durante l’incontro si toccheranno anche i temi della sovrappopolazione mondiale, dell’esaurimento delle risorse terrestri, delle migrazioni, e di quali strumenti la demografia può fornire per consentire di intervenire su queste problematiche.

Note biografiche

Annalisa Busetta è professore associato di Demografia presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche dell’Università di Palermo. Le sue ricerche recenti si concentrano sulla presenza straniera negli insediamenti informali, sulle condizioni di salute e i bisogni sanitari degli stranieri, su vulnerabilità, marginalità e integrazione degli immigrati e dei rifugiati. Si è occupata anche di bassa fecondità, condizione giovanile, uscita dalla famiglia d’origine e transizione allo stato adulto, invecchiamento e sue implicazioni, spopolamento delle aree interne.

Manuela Stranges è Ricercatrice Universitaria di Demografia presso il Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” dell’Università della Calabria. Le sue ricerche recenti si concentrano sulle migrazioni irregolari, sulla felicità e il benessere soggettivo dei migranti, sui matrimoni misti, sui comportamenti economici e sociali dei migranti, sulla sessualità dei giovani, sulla trasmissione intergenerazionale dei comportamenti demografici ed economici. Si è occupata anche povertà ed esclusione sociale e ha condotto studi nel campo della demografia storica. È autrice di oltre 90 lavori, tra i articoli scientifici, libri, contributi in volumi nazionali ed internazionali, atti di convegno.

Il ciclo di incontri streaming del Laboratorio del Futuro si terranno ogni giovedì alle ore 17:30. Giovedì 30 luglio è previsto l’appuntamento con il filosofo Giacomo Marramao.

Sul futuro della Demografia

Sul futuro della Demografia

La demografia, come, del resto, tutte le scienze che hanno l’uomo (individuo o aggregato in gruppi)
come oggetto di studio si stanno scontrando con la necessità di sviluppare un approccio sistemico: le loro unità di riferimento sono dei sistemi multidimensionali, in cui i diversi sottosistemi sono
integrati a formare un unicum, che è poi il soggetto che prende le decisioni, sperimenta eventi,
agisce modificando il suo ambiente.

di: Graziella Caselli

Le diverse discipline, così come le conosciamo attualmente, sono, quindi, solo dei punti di vista attraverso i quali osserviamo l’unità (collettiva o individuale che sia). L’economia, la sociologia, l’epidemiologia e la medicina, le discipline più prossime alla demografia da un punto di vista tematico, sperimentano tutte lo stesso dilemma: se vogliono realmente comprendere il comportamento dell’unità di studio hanno necessità di tenere insieme tutte le diverse dimensioni che la costituiscono di cui nessuna può essere assunta come esclusiva (e spesso neppure prioritaria rispetto alle altre).
La necessità dell’approccio multidisciplinare (bisognerebbe dire meglio, sistemico) non è, quindi, propria della demografia. Forse è, per la demografia, solo più visibile, più acuta, per almeno due ordini di ragioni che sono, al tempo stesso, dei limiti, ma anche delle condizioni di privilegio, in quanto rendono tale necessità ancora più evidente e, quindi, più impellente il superamento dell’approccio classico.
Il primo di essi è la necessità di tener conto simultaneamente della dimensione micro (individuo) e di quella macro (popolazione). Per la demografia, che nasce da un approccio macro allo studio delle popolazioni e che, solo in tempi relativamente recenti, si è rivolta allo studio delle unità micro (gli individui) e meso (le famiglie), la ricomposizione si impone con evidenza (sebbene abbia tardato ad affermarsi, così come del resto aveva tardato ad affermarsi, considerata la storia della disciplina, l’approccio micro).
Il secondo nasce dalla constatazione che gli eventi che, in modo specifico, interessano il demografo hanno in gran parte perso nel corso del tempo la connotazione prevalentemente biologica che li caratterizzava per diventare sempre più appannaggio delle scelte individuali. Essi sono, tuttavia, degli eventi “pesanti” nella vita di ogni individuo: la nascita di un figlio, la migrazione, la costituzione di una famiglia, la morte non sono il risultato di scelte (o condizioni) occasionali, ma il risultato di lunghi percorsi decisionali (o lunghi percorsi di vita), nei quali intervengono molti elementi, individuali e collettivi, economici e sociali, culturali e biologici, dei quali è spesso impossibile, e forse inopportuno, tentare di valutare il contributo specifico.
Per la demografia la necessità dell’approccio multidisciplinare, quindi, è cruciale per progredire ulteriormente, così come lo è stato negli anni recenti l’assunzione della prospettiva longitudinale per ricomporre il processo che, nel suo sviluppo nel tempo delle persone oltre che in quello del tempo della storia, porta alle scelte – di procreare o emigrare, ad esempio – e agli eventi demografici – nascite e migrazioni.
La demografia deve non solo descrivere correttamente la realtà, ma anche a spiegarla, mettendo l’accento sui processi causali, oltre che sulle associazioni fra variabili, e ricomponendo nel momento dell’interpretazione dei risultati le dimensioni macro e micro all’interno di un quadro di riferimento coerente.

Prof.ssa Graziella Caselli
Honorary Professor
2012 IUSSP Laureate Award
Dipartimento di Scienze Statistiche
Sapienza Università di Roma
Viale Regina Elena, 29500161 – Roma .tel.++39 3356768792

Photo by Daria Shevtsova from Pexels

Demografia

Il dramma umanitario che ha accompagnato le recenti ondate migratorie ha scosso le coscienze di tutti, ma parlarne l’attenzione rivolta ai sud del mondo, agli sbarchi sulle coste europee del  Mediterraneo o alle traversate dal Messico agli Usa significa affrontare il problema in modo parziale. Per questo il Laboratorio del futuro cerca di ampliare la prospettiva di analisi, osservando i processi demografici in un’ottica complessiva. La discussione non riguarda solo le questioni contingenti, ma i grandi movimenti globali, l’aumento della popolazione mondiale, la diminuzione delle nascite in molti paesi occidentali, l’invecchiamento di una parte della popolazione. Tali tematiche sono strettamente interconnesse con altri grandi temi planetari: la crisi ambientale, lo sviluppo delle tecnologie, la riduzione della necessità del lavoro umano.
L’approfondimento delle questioni demografiche in rapporto con altri temi contemporanei correlati consente di collocare il problema migratorio in una visione più larga e pacata, sottraendolo alle riduzioni semplificative  a cui spesso è soggetto.

Photo by Mike Chai from Pexels

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