Biorobotica: un’alleata per il futuro?

Biorobotica: un’alleata per il futuro?

Dopo Palermo, “Laboratorio del futuro” arriva a Carrara con una conferenza di Cecilia Laschi: “Biorobotica: un’alleata per il futuro?“. A Palazzo Binelli, mercoledi 18 dicembre alle ore 17,30, la relatrice introdotta da Giovanna Bernardini, parlerà di nuove tecnologie per alcuni aspetti tecnici, ma anche soffermandosi sulla dimensione sociale, con una attenzione particolare al tema del lavoro. Cecilia Laschi è Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ha studiato e lavorato in prestigiosi atenei e svolge un’intensa attività di ricerca e conferenze in tutto il mondo.
I suoi interessi riguardano specificamente la biorobotica e la soft robotics. Nell’ambito della robotica umanoide, ha studiato l’applicazione di modelli neuroscientifici su robot e sulla bioingegneria del neurosviluppo, creando dispositivi per il monitoraggio dello sviluppo neuro-motorio dei neonati. La prospettiva dell’analisi e della ricerca è assai vasta, come ha ben sintetizzato la stessa Cecilia Laschi: “Da tempo si immaginano robot che pervadono la nostra società e i recenti progressi dell’intelligenza artificiale alimentano il dibattito pubblico sui benefici e sui rischi di tali tecnologie. Si teme da un lato un impatto negativo sopratutto sul lavoro, ma anche nei rapporti sociali, dall’altro si trascura lo sviluppo di una nuova generazione di robot, biomorfi e meglio integrati nell’ ambiente naturale, tali da riqualificare le attività umane, sollevandoci dai lavori pesanti e rischiosi, invertendo la tendenza a delegare le attività mentali, mantenendo invece le capacità empatiche, creative, emotive. Il progresso della robotica oggi è un’impresa multidisciplinare: dobbiamo ripensare i modelli economici e il mondo del lavoro, per trarre vantaggio dai robot, anziché temerlo; dobbiamo studiare i modelli sociali del futuro, anziché farceli imporre dalla tecnologia e disegnare il contesto normativo per l’introduzione di robot nella società garantendo i principi etici”. Su dove sviluppare i nuovi strumenti la Laschi non ha dubbi: “L’Italia è il posto giusto per farlo, perché è uno dei paesi leader nella robotica, per la ricerca e per l’industria, ma anche per la sua tradizione culturale nelle scienze umane, che può aiutare a guidare, oggi, lo sviluppo della robotica sostenibile di domani”. E’ un approccio che già era stato proposto dalla Laschi nell’incontro di Palermo a Palazzo Abatellis il 23 ottobre scorso nell’esordio pubblico di “Laboratorio del Futuro”, un progetto di Fabio Cavallucci come dibattito sulla complessità del presente, senza semplificare e banalizzare, ma anche tale da uscire dai recinti della ricerca e della riflessione accademica. Creare un dialogo gli fra addetti ai lavori e la gente, con un ponte fra saperi specialistici, è necessario per capire le contraddizioni odierne e garantire un futuro alla democrazia. A Palermo si discusse di Demografia, Nuove tecnologie e Democrazia, per un approccio razionale ed esplicativo, 18 dicembre a Carrara si tornerà sul tema delle tecnologie poi il dibattito si sposterà in altre città con nuovi argomenti chiave come il lavoro.

L'audio della conferenza 'Biorobotica: un'alleata per il futuro'

di Cecilia Laschi

Nuove tecnologie

Pare che ci troviamo nel bel mezzo di un cambiamento epocale che trasformerà ogni aspetto della nostra vita in modo irreversibile. Secondi gli studiosi, l’innovazione tecnologica sta accelerando e nel giro di trent’anni l’intelligenza artificiale, o superintelligenza, sarà più potente dell’intelligenza umana. Alcuni vedono questi cambiamenti come una minaccia, riemergono antichi timori che evocano scenari di futuri distopici in cui l’umanità vive inebetita dalle tecnologie. Altri invece esaltano le enormi possibilità offerte dalle nuove tecnologie che, effettivamente, offrono molti vantaggi in svariati ambiti.

Per comprendere il cambiamento in atto occorre confrontarsi con entrambe le visioni, sollecitando le riflessioni di ottimisti e apocalittici. Se l’IA superasse davvero le capacità umane quali altri ruoli rimarrebbero agli esseri umani? Sarà possibile infondere i nostri valori  alle macchine superintelligenti in modo che ci aiutino a migliorare la qualità della nostra vita? E se è vero che ciascuno di noi controlla lo smartphone non meno di 150 volte al giorno, forse più che mettere sotto accusa le insidie della tecnologia, non occorrerà tornare a confrontarsi con gli abissi della psiche umana, le sue ossessioni e inquietudini più profonde?

Photo by Alex Knight from Pexels

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