Il Laboratorio del futuro riparte online

Il Laboratorio del futuro riparte online

Il Laboratorio del futuro era appena nato pochi mesi fa a Palermo, come strumento per discutere gli sviluppi dei principali temi del nostro tempo in incontri tra intellettuali e pubblico, quando nel “futuro” siamo piombati in pieno. Immaginavamo di sviluppare idee nuove e condividerle con un sempre maggior numero di persone nell’arco degli anni, usando le modalità tutto sommato note e confortevoli del vecchio sistema, e ora invece il sistema sta crollando e il laboratorio è divenuto improvvisamente reale.
Se è vero che dopo una crisi profonda si comincia a ricostruire con le idee che si trovano intorno, è adesso impellente raccoglierle e rilanciarle queste idee. La situazione è grave, non solo per la pandemia che sta mietendo tante vittime e per la crisi economica incalzante. Siamo ammutoliti al punto che si vedono circolare poche proposte culturali all’altezza della situazione. Ma sarebbe stolto non cogliere il momento per immaginare un futuro preferibile, dato che la situazione di azzeramento mondiale può consentire di creare le basi affinché, quando si ripartirà, lo si possa fare eliminando i difetti del passato. Il Laboratorio del futuro diventa così non solo una ricerca utile ma teorica, un suggeritore potenziale a beneficio della politica, bensì uno strumento concreto per contribuire a ricostruire da subito un domani possibilmente migliore.

A questo fine apriamo un dialogo urgente, sebbene online, con i migliori intellettuali del nostro tempo per condividere le loro proposte, farle diventare oggetto di discussione e di crescita comune.
I temi affrontati sono tutti quelli più pressanti oggi, gli ambiti più sottoposti ai grandi cambiamenti attuali: la democrazia, le nuove tecnologie, il lavoro, l’ecologia, l’economia, il rapporto tra individuo e società, la demografia, lo stato, i rapporti tra i generi, la vita, l’approccio alla conoscenza e all’esperienza.
Ciò che intendiamo attivare sono dei trend di discussione, in modo che gli interventi non siano opinioni singole ma raccolgano i commenti del pubblico, si ingrossino e si allarghino nel tempo, concorrendo a formare un’idea coesa, una nuova visione collettiva. Riteniamo che oggi più che mai sia importante dare voce alla cultura, senza la quale il futuro dopo la catastrofe sarebbe una mera meccanica ripresa, non un progresso frutto di comprensione profonda.